venerdì 12 agosto 2016

Mt Rainier Nat'l Park - Walla Walla (WA)





Ed eccola, finalmente, la giornata perfetta per il Mount Rainier....temevo un po' di aver sfidato il dio del tempo sperando in un altro giorno sereno in queste terre di piogge e foschie, ma al risveglio capiamo subito che la divinità in questione ci deve voler molto bene: non si vede una sola nuvola in cielo e l'aria è limpidissima. 
Iniziamo il percorso di avvicinamento al Mount Rainier e ben presto ci troviamo a correre tra basse colline coperte da foreste. Solo dopo un bel pezzo il Mount Rainier fa la sua prima apparizione, un po' evanescente nel cielo azzurro. Ci fermiamo a Morton, attratti da un mercatino di paese: è deludente e ci limitiamo ad una veloce spesa per il picnic nel supermercato accanto. C'è anche un ufficio postale, per spedire le nostre cartoline.
Proseguiamo nelle foreste, alzandoci di quota. Il Mount Rainier continua ad apparire e sparire. Ci fermiamo ad un centro informazioni, dove un piccolo museo espone um po' di tristi animali impagliati, tipici della zona. 
Proseguiamo sulla bellissima strada a curve in mezzo ai pini e finalmente Mount Rainier ci appare in tutto il suo splendore ogni volta che lungo la strada gli alberi si diradano, lui si staglia contro il cielo azzurro con le sue nevi eterne.
In questi giorni di agosto, questa è una meta molto frequentata: quando arriviamo a Paradise, non c'è modo di trovare posto nel grande piazzale, così Isacco si offre di parcheggiare più in giù mentre noi lo aspettiamo al Visitor Center. C'è una certa confusione, la gente va e viene, però attorno a noi lo spettacolo è impareggiabile: non solo per il Mount Rainier, ormai vicinissimo, ma anche per tutta la catena delle montagne dalla parte opposta.
Troviamo un posto all'ombra per il picnic, in piedi e piuttosto scomodo, ma poco importa. 
Paolo si ferma poi al Visitor Center, mentre prima Isacco e poi io (separatamente per non condizionarci con il ritmo del cammino) imbocchiamo i sentieri che salgono verso il Mount Rainier. 
La salita in certi tratti è molto ripida, ma lo spettacolo vale tutta la fatica: salendo, il Mount Rainier è sempre più imponente, mentre alle mie spalle compaiono montagne sempre più lontane e tra esse innumerevoli vallate, in tante e diverse gradazioni di blu; dietro di loro, si levano il Mount Adam e il Mount St. Helens, dove  eravamo ieri.
Arrivo fin sotto i ghiacci, anzi accanto alle prime chiazze di neve, proprio come Isacco, ma l'orologio corre inesorabile: devo rientrare e mi affretto per non tardare all'appuntamento con Paolo. 
Purtroppo, come spesso mi accade, vengo rilevata dalle guardie di un alveare (forse vespe o un tipo di piccolo calabrone), che continuano a volarmi intorno costringendomi a correre giù per una discesa ripidissima… Alla fine ho le gambe così tremolanti che sono costretta a fermarmi a riposare un po'. 
Comunque, arrivo al Visitor Center con solo cinque minuti di ritardo e subito partiamo, direzione Walla Walla. Inaspettatamente, allontanandoci, un ultimo spettacolo ci attende: un laghetto in cui si specchia il Mount Rainier in tutta la sua bellezza; ora la sua cima è accompagnata da qualche nuvola, ma in qualche modo questo accresce ancora di più la sua maestosità.
Ora ci attendono circa quattro ore di guida. Il paesaggio cambia molto durante il tragitto: la foresta si dirada piuttosto rapidamente e attraversiamo luoghi riarsi, con formazioni rocciose che ricordano certe scogliere irlandesi, quindi la vallata di Yakima dove si coltiva frutta in modo intensivo, seguita da una zona collinare coperta di vigne: è così che al tramonto giungiamo a Walla Walla, tra vigneti e cantine a destra e sinistra.
Date le passate esperienze, raggiungiamo sospettosi il Red Lion: è invece un albergo confortevolissimo, con una grande spaziosa stanza ben arredata, una piscina, la palestra, l'idromassaggio e la sala per una colazione abbondante. Tanto confortevole, che Isacco e Paolo accettano la mia richiesta di fermarci due notti... dopo tanto girovagare, sono un po' stanca!
Concludiamo la serata al 124, una simpatica birreria piena di universitari.





Longview: alle 06:00 io (Paolo) sono già pronto, ma dovrò aspettare ancora un pochino ...

Morton, sulla strada per il Mt Rainier Nat'l Park: mercatino

Sulla via di Ashford e l'ingresso al parco






Piccola coda all'ingresso del parco ad Ashford


La strada si snoda in un bosco imponente ....


... e di improvviso appare la montagna !!!





Il primo Visitors Center

A vedere questo autobus, uguale a quelli del Logan Pass, Paola si preoccupa ...




















































Verso Walla  Walla...








giovedì 11 agosto 2016

Mt St Helens

L'attesa ci ha premiato: la giornata non poteva essere più bella: cielo blu e aria tersa, cosa tra l'altro piuttosto rara da queste parti; qui infatti le montagne creano un clima umido, caratterizzato da quelle foschie e precipitazioni che permettono alle foreste di vivere rigogliose. Partiti da Longview, attraverso verdi pianure ci inoltriamo nelle foreste che coprono il vastissimo territorio attorno al Mount St. Helen, il quale fa le sue prime spettacolari apparizioni quando la strada comincia a risalire diventando sempre più panoramica, ma obbligandoci a una buona dose di pazienza: stanno rifacendo praticamente tutto il manto stradale e questo ci obbliga ad attese per marcia alternata prima di lunghissimi tratti in cui dobbiamo seguire  un furgone "Follow Me"...guido io e la lentezza mi ipnotizza un po'. Ci fermiamo al primo Visitor Center, molto bello, una costruzione in pietra e tronchi, che commemora le vittime dell'eruzione del 1980, oltre a fornire informazioni e i soliti comfort per i turisti.
C'è anche, accanto, la base degli elicotteri...mi piacerebbe tanto che Paolo facesse un giro,  ma i prezzi sono proibitivi.
Nelle aiuole davanti al centro passeggia placida una specie di pernice o di grossa quaglia, che si fa fotografare da vicino e anzi finisce per appollaiarsi chiocciando sommessa e becchettando tranquilla.
Continuo a guidare e a pazientare per i lavori in corso; finalmente, poco dopo mezzogiorno, lasciamo l'auto e, fatti pochi passi, ci ritroviamo sul Johnston Ridge Observatory, davanti al Mount St. Helens in tutta la sua grandiosità. Impossibile non provare soggezione davanti alla montagna scoperchiata, al cratere, alle nevi perenni sulle grigie pendici laviche, a tutto il territorio montuoso circostante che fa da sconfinato manto al vulcano. Un sentiero in mezzo ai fiori di alta montagna ci porta su un cocuzzolo sbucherellato da tane di scoiattoli. Ed è uno scoiattolo intrapprendente a farci compagnia durante il picnic nell'anfiteatro, davanti allo spettacolo dell'immenso cratere davanti a noi.
Il relax dopo pranzo è nella sala proiezione, dove un documentario spiega con immagini stupende l'eterno ciclo di distruzione e rinascita di una natura che nella sua spietatezza preserva e rinnova la vita. Per quanto l'eruzione abbia sconvolto una immensa area e distrutto foreste per centinaia di miglia, tutto attorno la vita sta rinascendo e si possono riconoscere benissimo i diversi stadi: licheni, muschi, flora alpina vicino al cratere e, più giù, le nuove foreste costituite da alberi giovani, perfetti, fittissimi. Al seguito del verde gli animali hanno ripopolato la zona...dai piccoli roditori fino a coguari, orsi, cervi, aquile, castori, marmotte...
Ma in tutto questo rinascere spicca, e mi lascia una profonda tristezza, la foto dello studioso di vulcani, il Johnstone cui è dedicato l'osservatorio, ripreso giovane e allegro nel suo accampamento...era da tempo in zona per osservare l'attività del vulcano quando è stato sorpreso dall'eruzione, con la sua micidiale nube piroplastica.
Mentre io e Paolo ci concediamo un riposino nell'auto, Isacco-piè-veloce si spinge più sotto il cratere su uno dei sentieri che partono dall'osservatorio.
Il rientro ci lascia il tempo per un'escursione a Portland: arriviamo quasi al tramonto e, con un giro in auto e quattro passi in centro, riusciamo a goderci la città frequentata da molti universitari e giovani (ahimè...tanti davvero malridotti dalle droghe..) e famosa per gli strip-clubs e, appunto, per le droghe. Noi ci limitiamo ad una cena divertente, da Buffalo Wings, prima che Isacco con un'ora di guida, ci riporti in albergo a Longview.






Il cabhoose trasfornato in caffetteria, nel piazzake del motel di Lingview

La vista verso il Mt St Helens dal Forest Learning Center
Il Forest Learning Center


Una quaglia ???

Salendo verso il Johnston Ridge Observatory


















Finito il documentario, nella sala proiezioni del Visitor Center, si alza il sipario e ..... 




Portland, Oregon