domenica 21 agosto 2016

Da Gillette (WY) a Cody (WY)

Io mi sveglio riposatissima dopo una dormita di ben nove ore.
La colazione di oggi è superba, c'è proprio di tutto e la sala è molto piacevole. Ci fermiamo a parlare a lungo con una coppia giovane di italiani… Lui è proprio di Bergamo, mentre lei è friulana. Ci scambiamo racconti e consigli di viaggio.

Ci aspettano circa cinque ore di viaggio, ma tra una cosa e l'altra partiamo solo verso le 11.
La giornata è stupenda e percorriamo la 90 che attraversa un territorio ondulato e monocromatico: praterie dorate senza fine.
Facciamo tappa a Buffalo, su consiglio di un simpatico addetto al centro informazioni, passeggiamo su e giù per la via principale.
Verso l'una, Isacco è affamato perciò pranza a un tavolo da picnic all'ombra, mentre Paolo ed io, che non abbiamo appetito dopo l'abbondante colazione, entriamo nel museo locale,  piuttosto interessante.

Il viaggio prosegue dapprima ancora lungo le sconfinate praterie, poi la strada comincia salire lungo le foreste delle Bighorn Mountains.
La strada è stupenda e, passato un laghetto blu, arriviamo quasi a 3000 m, per poi ridiscendere dall'altro versante, completamente diverso, arido e brullo: la strada scende ripida e tortuosa.

Attraversiamo una pianura, e intorno alle sei arriviamo a Cody, la città fondata da Buffalo Bill: è ben tenuta e molto attiva, la strada principale è un susseguirsi di negozi, gallerie, bar e ristoranti.
Dopo aver chiesto in vari alberghi, ci fermiamo al Sunrise Motor Inn.

Torniamo poi nella zona dei negozi, dove passeggiamo un po' ed infine entriamo in un ristorante molto caratteristico, chiaramente risalente all'ottocento. È il ristorante dell'Irma Hotel e mangiamo piuttosto bene… Solo alla fine scopriamo, leggendolo su Wikipedia, che non solo la cittadina di Cody è stata fondata da Buffalo Bill, ma anche l'hotel in cui ci troviamo, chiamato da lui con il nome
di sua figlia.

Dopo cena passeggiamo un po' per il centro, guardando le vetrine di negozi e gallerie e comprando qualche regalo da portare a casa.

Rientriamo in camera, tipica dei motel americani, al piano terra col parcheggio proprio davanti; questa volta la nostra è una camera d'angolo ed ha un breve androne....evidentemente gradito ad un pipistrello piccolo piccolo, appeso a testa in giù sopra la nostra porta.
È carino, con il nasino e le orecchiette a punta e viene debitamente fotografato prima che andiamo a dormire.




Gillette (WY)

Vista dalla camera dell'albergo di Gillette

L'albergo di Gllette (WY)

Da Gillette (WY) a Buffalo (WY)

Sulla Interstate 90, fra Gillette e Buffalo; on the middle of nowhere
Sulla Interstate 90, fra Gillette e Buffalo; un enorme junkyard


Buffalo ...

Buffalo, sulla Main Street ...

Buffalo, sulla Main Street

Buffalo, sulla Main Street

Buffalo, sulla Main Street

Buffalo, sulla Main Street

Da Buffalo a Cody ...

Dopo Buffalo, continuiamo sulla 90 Sino ad incrociare la 14 ...

Sulla stupenda 14 ....





La  Statale 14 si snoda sull'immenso altopiano delle Bighorn Mountains








L'altro versante delle Bighorn Mountains è completamente differente ....














sabato 20 agosto 2016

Mt Rushmore Nat'l Memorial - Crazy Horse Memorial

La colazione di stamattina è divertente: nella reception, facendo colazione, chiacchieriamo con i proprietari, una coppia che gestisce l'hotel da molti anni e che si è presa religiosa cura del furgoncino vintage, appartenuto al nonno di lei, e che lo tiene orgogliosamente in mostra davanti all'ingresso dell'hotel.
Lui mi dice che il furgoncino attira più clienti della grande scritta luminosa sopra il tetto...ed ha ragione: anche noi siamo approdati qui per questo motivo.
Mentre Paolo e Isacco portano l'auto in officina, io sbrigo un po' di lavoro col pc.
Fatto il cambio dell'olio, carichiamo le valigie e partiamo alla volta del Mount Rushmore; purtroppo non c'è il tempo di visitare un po' meglio Rapid City, che è una bella città, ancor più oggi che il tempo è splendido e tutto è pulitissimo, lavato dalla pioggia di ieri.

Saliamo tra i boschi verso il Mount Rushmore, e solo quasi arrivati vediamo all'improvviso le famose sculture.
L'afflusso di visitatori qui è enorme, e tutto è organizzato alla perfezione a partire dei grandi parcheggi coperti.
Passeggiamo lungo l'Avenue of Flags, Dove sventolano le bandiere di tutti gli Stati USA, proprio sotto alle imponenti sculture.
Poi imbocchiamo il sentiero che ci porta sotto al monumento e che poi prosegue con passerelle e scale in un lungo percorso nel bosco, studiato in modo da permettere la visione dell'opera da tutte le angolazioni.
 È davvero un lavoro stupefacente, l'esecuzione è perfetta e l'effetto è di grande suggestione. Molto interessanti sono le spiegazioni, dislocate lungo il sentiero, che riguardano sia la vita e il pensiero dei presidenti che i dettagli sull'esecuzione dell'opera.
È sorprendente e pensare che il 90% del lavoro è stato eseguito con la dinamite, mentre solo il 10% è stato rifinito manualmente da uomini che lavoravano in condizioni incredibili, appesi nel vuoto. Lungo il percorso si visita la "casa degli scultori", dove vengono spiegati i dettagli tecnici di questa scultura.
Paolo brontola un po' perché al rientro il sentiero risale ed è piuttosto faticoso, anche se comunque regala una vista magnifica del monumento.
Abbiamo modo di riposarci nella sala proiezioni, con un documentario che racconta l'epica impresa.

Ce ne andiamo soddisfatti, e ci dirigiamo al Crazy Horse Monument, ancora in costruzione.
Arriviamo dopo una ventina di minuti, e ci fanno pagare bene 28 $ per entrare (contro gli 11$ del  Mount Rushmore).
Il progetto è faraonico: un grande complesso di negozi, hotel, ristoranti, case circonderà l'enorme statua scolpita nella montagna, raffigurante Cavallo Pazzo a cavallo.
Come vedremo nel modello in scala all'interno del centro, il capo indiano avrà un'espressione molto truce ed il suo braccio sarà teso ad indicare i territori un tempo appartenuti al suo popolo.
La scultura sulla montagna però è solo agli inizi e noi la vediamo solo da lontano; inoltre, seppur armati delle migliori intenzioni, non riusciamo ad entusiasmarci per quanto offre il centro: molto lavoro di artigianato, spesso benfatto ma carissimo, e un poco di lavoro artistico la cui qualità non ci conquista.
Forse, una volta concluso, tutto il progetto sarà magnifico, ma per ora ci dà l'idea di un baraccone.

Proseguiamo fino a Custer, dove pranziamo: il picnic è sotto il gazebo di un parco.
Ripartiamo in direzione di Gillette, facendo una breve sosta al Visitor Center delle "Jewel Caves": decidiamo di non entrare perché il percorso è ancora piuttosto lungo.

Arrivando a Gillette, riserviamo una stanza con un'offerta speciale di booking.com in un albergo quattro stelle: con un prezzo da motel ci ritroviamo in una camera stupenda e subito approfittiamo dei confort dell'albergo: io mi tuffo subito in piscina, Isacco va preventivamente in esplorazione e poi farà anche lui una bella nuotata, mentre Paolo si dedica al blog.

Riposati e rilassati, andiamo a cena al Fiesta Tequila, approfittandone per girare un po' la città,  piacevole e ben organizzata.



Rapid City: il Lazy U Motel

Ieri sera siamo arrivati al "Lazy U Motel" di Rapid City ...


La padrona del motel, con il pick-up di suo nonno: entrambi del 1954 !




Mt Rushmore Nat'l Memorial

































Crazy Horse Memorial






Custer City ...

Qui abbiamo fatto pic-nic

La camera di commercio di Custer



In viaggio tra South Dakota e Wyoming, verso Gillette