giovedì 1 settembre 2016

Da Purgatory Resort a Kayenta, via Mesa Verde Nat'l Park

Il raffreddorone non mi molla: dopo una notte agitata, stamattina ho ancora la testa che scoppia e mi sento la febbre.

Mi metto in piedi grazie all'aspirina e partiamo. È una bella giornata di sole e la discesa tra le montagne è molto piacevole.

Verso le 10 siamo a Durango, dove facciamo gli acquisti necessari e dove trovo un farmaco adatto alla situazione.

Ci spostiamo verso est e intorno a mezzogiorno siamo all'ingresso di Mesa Verde, che verde lo è davvero: la strada sale sulla mesa in mezzo ai cespugli che rivestono le colline e che anche ridanno  vita a larghe zone incendiate negli anni scorsi. I panorami sono davvero grandiosi.
Purtroppo la cosa principale, il pueblo, il famoso villaggio costruito dentro una grande caverna, non è visitabile a causa di massi pericolanti.
L'avevamo potuto raggiungere quattro anni fa, e ne eravamo rimasti affascinati.
Riusciamo comunque a vederlo abbastanza da vicino per afferrare la sua atmosfera, mentre il museo del vicino Visitor Center ci fornisce moltissime informazioni interessanti.

Il nuovo farmaco mi aiuta a tenere sotto controllo febbre e tosse, ed io comincio a sentirmi meglio.

Nel pomeriggio ci spostiamo ancora e verso le 18 siamo a Kayenta, centro abitato che è porta per la Monument Valley, dove abbiamo la sorpresa di trovare ottimo e pulitissimo l'albergo prenotato on-line ieri.
Le camere sono spaziose, pulite e ben attrezzate, c'è una bella piscina e domani avremo la colazione. Ceniamo al Blue Coffee Pot Restaurant, spartano ma soddisfacente, mentre all'esterno si scatena un bel temporale e il cielo assume colori che vanno dall'arancio al viola al grigio scurissimo.
Un gran vento solleva la sabbia e scuote senza pietà i pochi alberelli  che sopravvivono qui.

Rientriamo in albergo sotto la pioggia, sperando che domani sia possibile percorrere le strade sterrate della stupenda Monument Valley.





Mesa Verde Nat'l Park

L'ingresso del Parco

Il Visitor and Research Center
Salendo sulla Mesa

Sui fianchi della mesa

Ed ora sulla mesa


Il museo

L'iniziodel brevissimo trail che porta alla Spruce Tree House

La Sruce Tree House: la volta potrebbe crollare, quindi si puo solo vedere da qui !!!









Verso l'uscita dal Parco della Mesa Verde




Il "Four Corner"















mercoledì 31 agosto 2016

Giornata di pausa al Purgatory Resort

Il logo del "Purgatory Resort"

Il "Purgatory Resort" in inverno (da internet)

La cartina degli impianti di risalita e delle piste di sci

Abbiamo deciso di fermarci in questo luogo per due notti e questo mi dà la possibilità di trascorrere quasi tutta la  giornata a letto, per tentare di farmi passare al più presto febbre e raffreddore. 
Mentre Isacco va a camminare su per i monti, Paolo resta a farmi compagnia. Aggiorniamo insieme il foglio Excel con il programma di viaggio per i prossimi giorni e, all'ora di pranzo, usciamo insieme per procurarci il necessario per pranzo, cena e colazione.

Nel pomeriggio, al rientro di Isacco (che nella sua camminata ha avvistato cervi, scoiattoli e uccelli vari), insieme a lui lavoriamo ancora un po' al programma dei prossimi giorni. 
La giornata si conclude nel relax totale: Isacco sguazza nella bella piscina dell'albergo con annessa Hot Tub, mentre noi rimaniamo tranquilli in camera, dove resteremo anche per cena. Anche se ancora raffreddata, io sto un po' meglio e spero di essere in forma domani…il programma è davvero intenso!

L'unica foto che ho scattato oggi; vista dalla terrazza dell'appartamentino dove siamo alloggiati

martedì 30 agosto 2016

Da Norwood al Purgatory Resort

Anche se non ho trascorso molto bene la nottata per via del bruciare alla gola, penso dovuto alla gelida aria condizionata che mi soffiava sul collo ieri sera al saloon (evidentemente il cambio di tavolo non è stato abbastanza tempestivo), il risveglio, in un cielo terso limpidissimo, è molto piacevole: la colazione è nella saletta della lobby, tutta finestre, ed arredata con un caldo, solido e rassicurante stile campagnolo. Paolo ed io, alle 6:30 del mattino, siamo gli unici ospiti svegli e così la saletta è tutta per noi e ci godiamo appieno questo momento, comodamente seduti sul grande divano in pelle, morbidissimo.

Oggi siamo già in Colorado, e in poco più di un'ora di viaggio raggiungiamo i punti panoramici davanti al Mount Sneffels, mio antico e primo amore di quando gli Stati Uniti, con il loro parchi e la loro meravigliosa natura, erano solo un sogno che mi accontentavo di realizzare sfogliando le fotografie in Internet a notte fonda.
Mai avrei pensato di ritrovarmi qui, e per la seconda volta per giunta! E il ritornarci vale davvero la pena, perché oggi ci arriviamo di mattina con il cielo sereno e la luce a favore.
Ci fermiamo più volte a scattare fotografie prima di arrivare a Ridgway.
 Nel tragitto, il mio mal di gola vira velocemente e assume caratteristiche più fastidiose… testa che scoppia, sento la febbre salire…
Ma questo non mi impedisce di godere la strada fino a Ouray, "The Switzerland of America",  mitico centro minerario, ora luogo turistico di montagna, collegato dal terribile Black Bear Pass alla più rinomata Telluride, dall'altra parte del complesso montuoso del Mount Sneffels.

Proseguiamo di qui verso il Red Mountains Pass e ringrazio Paolo per la sua guida calma e rassicurante, perché non ricordavo affatto che la strada fosse così paurosa: non è lunga, ma è piuttosto stretta, a curve e tornanti, e non è riparata da nessun guard-rail…
Cioè proprio il tipo di strada che io detesto.
Sono però ripagata dalla vallata che si apre dopo il passo: le pendici dei monti, coperte di betulle e conifere, risalgono verso le cime formate da enormi sabbioni in moltissime sfumature di rosso e ocra, che i raggi di sole accendono qua e là.
Sparse nella vallata sono le miniere ormai abbandonate che raccontano la storia di questa che è una delle dieci strade più pericolose al mondo…in inverno naturalmente, quando le valanghe non cessano di cadere e la strada deve comunque essere percorsa dai mastodontici camion.

Con una bella discesa panoramica scendiamo a Silverton: qui, un tempo, il treno a vapore provvedeva al trasporto dei minerali (argento, oro, ed altri) fino a Durango.
Il treno esiste ancora, e lo vediamo sbuffante fermo proprio nel bel mezzo del paese, ma oggi trasporta turisti.
Silverstone è molto caratteristica: rispetto quattro anni fa purtroppo hanno asfaltato la via centrale, ma tutte le altre vie rimangono sterrate.
Ogni cosa ruota intorno alla ferrovia… E così anche il picnic oggi sarà in un prato alla fine di un binario: Paolo e Isacco gustano i loro panini seduti sulle traverse della ferrovia, mentre purtroppo il mio raffreddore galoppa e io rimango a dormicchiare in auto.
Mi procuro uno yogurt e una banana alla grocery, prima di ripartire.

Dopo circa mezz'ora, ci ritroviamo allo stesso lago al Molas Pass dove quattro anni fa avevamo visto due alci: oggi non ne vediamo, ma ci fermiamo parecchio tempo sulle sponde del laghetto.
Isacco cammina attorno al lago, noi invece riposiamo un po' in auto e poi io mi diverto a dare pezzettini di pane a due anatre.
Il paesaggio, con l'acqua calma circondata dalle foreste di pini e betulle, è davvero rilassante...staremmo qui ancora, ma sappiamo che e meglio procurarci per tempo la sistemazione per la notte, così proseguiamo e dopo un'altra trentina di miglia ci fermiamo al Cascade Village, il quale purtroppo ha più che raddoppiato i prezzi rispetto a quattro anni fa, ma la gentile signora alla reception (originaria di Tacoma, Seattle) mi indica un altro residence più avanti: è il Purgatory Village, dove infatti dopo un'estenuante attesa alla reception per interminabili ricerche al computer dell'addetto, con la febbre che ormai mi sta facendo scoppiare la testa, ottengo la agognata sistemazione.

Posso finalmente crollare a letto con una bella aspirina e una tazza di tè  (rooibos, privo di caffeina...lo adoro).
Mentre io mi godo la camera, accogliente e silenziosa, dotata di ogni possibile attrezzatura (cucinetta completa di tutto, lavatrice e asciugatrice, caminetto, ecc.), Paolo e Isacco vanno a cenare in un locale particolarissimo, tutto tappezzato da biglietti da un dollaro, ritornandone con un generoso doggy bag di una pizza dall'ottimo aspetto, ma che non mi attira…devo occuparmi di mal di gola, tosse e raffreddore!



Norwood (CO)


Il Backcountry Inn, dove abbiamo pernottato

Da Norwood a Ouray (CO)








Ouray (CO)





Da Ouray (CO) a Silverton (CO) attraverso il Red Mountains Pass

















Silverton ...










Il Molas Pass e il Purgatory Resort







E la sera, mentre Paola lotta col mal di gola ...

Isacco e Paolo vanno a mangiare la pizza in un locale davvero "peculiare" :)

The Olde Schoolhouse Cafè & Bar