venerdì 16 settembre 2016

Da Tulare a Pasadena

Oggi tocca a me, Paolo, il compito di scrivere, visto che non ho fatto neppure una foto.: il fatto è che l'aerea metropolitana di Los Angeles proprio non mi ispira .... comunque .....

Verso le 09:00 - 09:30 lasciamo il motel dove abbiamo pernottato a Tulare, immettendotici subito nella trafficatisssimaa HW 99 che ci porta a Backersfield ed oltre, sino alla Junction con la I5 South, con la quale scavalliamo le Teachapi Mnt's ... aveva ragione Paola: il grande reservoir dell'enorme acquedotto che alimenta l'area metropolitana di Los Angeles è proprio qui, sulle Teachapi Mnt's, non più a nord, come ricordo io; così manchiamo il Visitor Center del Department of Water Resources, dove 4 anni fa ci fermammo !

Poco dopo, a Santa Clarita, però, non manchiamo di fare un detour per visitare le strutture di Cesar Millan: lui non c'è (è in Spagna per una qualche trasmissione) e così ci intrattiene Tina, una collaboratrice di Cesar, che quando arriviamo sta parlando con Tino, un ragazzo calabrese, anche lui fan sfegatato di Cesar Millan

Non sono che le 13:00, circa, quando approdiamo a Pasadena; un panino da Subway, poi Isacco ci deposita  all'Holiday Inn, dove io e Paola saremo ospiti per gli ultimi giorni di questo viaggio.

Isacco, che invece è sistemato in una specie di foresteria di un campus universitario, viene a riprenderci verso le 17:00, per andare all'Osservatorio, quello dove furono girate alcune delle scene salienti di "Gioventù bruciata", con James Dean e Sam Mineo ...



mercoledì 14 settembre 2016

Da Stockton a Fresno

Il retroterra della Baia di San Francisco è .... agricoltura, agricoltura e basta: le corsie più a destrra delle autostrade sono nere e lucide di gomma lasciata dagli autocarri, che transitano ininterrottamente giorno e notte, sette giorni su sette .... così, niente foto ! :)




Il classico evergreen Peterbuilt

martedì 13 settembre 2016

Napa Valley - San Francisco

Il Travelodge di Merced non è niente male: camere pulite e confortevoli, oltre ad una colazione basica ma piacevole nella piccola reception, dove chiacchieriamo con una coppia inglese, più o meno nostra coetanea, che sta facendo un viaggio simile al nostro in verso opposto, da sud a nord

Fa effetto sentirsi "terra terra" in pianura, dopo quasi due mesi di alte quote...2.000 metri, 3.000 metri, montagne, altipiani, strade tortuose, burroni...apprezzo queste strade dritte dritte in cui non devo combattere per tenete sotto controllo le vertigini.

La meta di oggi è San Francisco e per arrivarci Paolo e Isacco mi accontentano e passiamo per la Napa Valley; da un pezzo desideravo vederla: in effetti foto e descrizioni non mentivano, è davvero una valle ridente, un susseguirsi di colline perfettamente tenute a vigneti, e poi frutteti, fattorie, recinti con cavalli al pascolo, centri abitati con belle case, splendide ville-ranch e, naturalmente, le wineries dappertutto.

Ci fermiamo alla "Cos du Val", bellissima cantina coperta di rampicanti, tra vigneti e giardini fioriti. Qui ci consigliano di procurarci un picnic da consumare poi ai loro tavoli all'aperto, degustando i loro vini.
Seguiamo il consiglio e dopo poco, seduti ad un tavolo all'ombra, su un verdissimo morbido prato, pranziamo centellinando i quattro misuratissimi assaggi (due bianchi per Paolo, due rossi per me) pagati 25$. Il fatto che ci abbiano un po' "fregato" ( tutte le guide parlano di degustazioni gratuite) non ci impedisce di goderci la situazione. È un'atmosfera che ci riporta ai nostri colli del Chianti, al Monferrato, al Mediterraneo; la temperatura è perfetta, l'aria profumata, dovunque lo sguardo si posa su qualcosa di bello.
Decisamente è un luogo dove vivrei, anche considerando come sono ben organizzati e ben costruiti i centri abitati: attraversiamo Napa in un susseguirsi di ville, villette e giardini lungo viali alberati e fioriti.

Quando ripartiamo, presto l'incanto di questa valle finisce: attraversiamo innumerevoli colline gialle, riarse e cosparse di pale eoliche. Poi ricompare il verde, sulle colline che delimitano a nord il golfo di San Francisco.

Lasciamo l'autostrada a Sausalito, per raggiungere il lungomare dove già eravamo stati 4 anni fa e dove San Francisco ci appare, bellissima, nella leggera foschia azzurrina.

Poco dopo siamo sullo stupendo Golden Gate, imponente e spettacolare col suo inconfondibile colore.

Abbiamo pochissimo tempo e decidiamo di usarlo al museo De Young: lì, oltre al piacere di visitare la magnifica collezione d'arte, una torre panoramica con una sala tutta vetri ci regala una vista stupenda della città.

Attraversiamo poi il Golden Gate Park e procediamo verso est, rimanendo invischiati nel tremendo traffico dell'ora di punta..che se non altro ci permette di vedere con calma lo skyline, famosissimo, dal quale sbuca la punta del Transamerica Pyramid, lo stupendo grattacielo inconfondibile.

Sempre invischiati in un traffico congestionato, riusciamo a passare sul lunghissimo Bay Bridge, a infognarci nel traffico autostradale di Oakland e ad uscirne per proseguire verso Stockton, dove Isacco sarà ospite di un amico e noi abbiamo una stanza già prenotata all'albergo La Quinta.
Paolo resiste alla guida, stancante perché tutta su autostrade trafficatissime, con code per incidenti vari.

Arriviamo a Stokton alle 8, quando già è buio. L'amico di Isacco vive in un bel residence e il nostro albergo La Quinta è poco lontano: in una camera molto confortevole ci sistemiamo e, stanchi di auto, ci infiliamo in una spaghetteria      proprio accanto all'albergo. Carina, accogliente, ma...meglio non parlare delle lasagne di Paolo e dei miei ravioli agli spinaci...





Davanti alla Cantina "Clos du Val" .... una roba da francesi: assgiio 24 $ per neanche un bicchiere


Sausalito
San Francisco vista da Sausalit
Al Golden Gate Park
San Francisco vista dall'alto del de Joung Museum

San Francisco vista dall'alto del de Joung Museum

San Francisco vista dall'alto del de Joung Museum

San Francisco vista dall'alto del de Joung Museum

San Francisco vista dall'alto del de Joung Museum